Ceci? Si ma quelli neri!

Il cece della Murgia costituisce un piatto particolare e ricco di speciali proprietà nutrizionali

Ceci? Si ma quelli neri!

La Puglia è una terra per molti versi ancora incontaminata e ricca di presidi slow food grazie ai propri prodotti che vantano ancora una grande genuinità.

L'ultima riscoperta che ha fatto nascere l'anno scorso a maggio un ennesimo presidio è stato il cece nero della Murgia, quasi estinto, è stato salvato solo grazie a qualche contadino che ancora lo coltivava per uso personale.

Le zone di coltivazione principali di questo speciale cece sono i comuni di Acquaviva delle Fonti, Cassano e Sant'Eramo al Colle, tutti in provincia di Bari.


Già alla cottura il cece della Murgia si distingue dai suoi simili, dotato di una cucicola durissima, richiede almeno 12 ore in ammollo in acqua e bicarbonato prima di poter essere cotto per almeno altre due ore.

Caratteristiche scomode che lo hanno reso un prodotto poco commerciabile dal momento che oggi ben pochi hanno tanto tempo da poter dedicare alla cucina, ma è un vero peccato perchè se andiamo a valutare le caratteristiche nutrizionali di questo piccolo seme scuro scopriremo che la quantità di fibre presenti sono il triplo di quelle normalmente contenute nei ceci ed il ferro è presente in tale quantità da renderne consigliabile il consumo alle donne in gravidanza.

Al pari di altri legumi, la morte di questo cece è nelle zuppe, tra le quali suggeriamo quella classica di ceci ed alloro, da preparare soffriggendo aglio ed aggiungendo poi ceci ed acqua e a metà cottura qualche foglia di alloro e da versare al termine su fette di pane raffermo.



 

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